Domande nabbe di mezzanotte.

Domande nabbe di mezzanotte.

Domande nabbe di mezzanotte. Premesso che ancora non ho giocato sto tutt’ora studiando. Sto leggendo la fanzine Mondo Sotterraneo e via via le cose si fanno più chiare (forse). Nell’esempio del drago da 16hp l’autore usa l’etichetta del Drago “terrificante” facendola vedere chiaramente nella fiction e dice “solo per attaccare la bestia devono vincere la loro paura” ma quindi? Qual è la conseguenza in termini pratici? Così a naso direi che se vuoi attaccare un Drago Terrificante devi “sfidare il pericolo +SAG” oppure altro?

42 pensieri riguardo “Domande nabbe di mezzanotte.”

  1. Se il giocatore dice “io i draghi li mangio a colazione non mi fa paura attacco con la spada” non posso limitarmi a dire “assalire +For” prima di tutto ignora un’etichetta seconda cosa mi da l’opportunità per una mossa pesante e il drago lo sderena. Ragiono nel modo giusto o sto delirando

  2. In quel caso generalmente non può attivare la mossa e sta in pratica facendo una cavolata. Tu dovresti già avergli descritto come la pelle del drago sia impenetrabile; se decide di farlo comunque sono affari suoi e ti sta dando l’occasione per fare una tua mossa. Giocare con onestà e correttezza non vuol dire giocare i mostri come fossero degli scemi, soprattutto se hanno la tag intelligente. 😉

  3. Chiaramente tu devi rendere chiaro ai giocatori il pericolo che corrono. Leggiti il mio articolo sul drago, L’importanza della fiction (questa sconosciuta), sempre su Mondo Sotterraneo. Potrebbe aiutarti.

    La “tag” terrificante la puoi gestire esattamente come ha fatto Stras nel suo articolo, ma non sei obbligato a fare così. I giocatori non sono nemmeno obbligati a tirare uno Sfidare il Pericolo, o a tirarlo proprio su SAG. Dipende tutto da cosa descrivono in fiction e da quanto tu vuoi rendere temibile il drago. 

  4. Interessante la domanda perché l’ etichetta “terrifante” implica, per come la vedo io, uno stato d’ animo che rientra nelle competenze dei PG (sta a loro decidere cosa provano)

    Quindi io la gestirei proprio con uno “sfidare il pericolo”… fatemi esempi dell’ uso di terrificante che esuli da un tiro per favore.

  5. Uhm… con la tag terrificante («Essere vicino a esso fa scappare le persone in preda al panico») io come GM è uno dei pochi casi in cui dico cosa prova il PG: «Senti un brivido correrti lungo la schiena: la paura che emana quella cosa non è naturale. Cosa fai?». Come tag è molto potente e di solito la uso io attivamente per la ragione che mostro sotto.

    Potreste anche dire: «Quella creatura emana una paura innaturale, come reagisci?». Di solito ti trovi sempre davanti ai giocatori superman che ti dicono: «Quale paura? Lo distruggo». Eh, no, belli! La tag è molto pesante: mi sta bene essere comunque eroi, ma bisogna seguire le regole, quindi al massimo dimmi come sei terrificato, ma sei terrificato: non è un’opzione! 😉

  6. Non posso essere troppo articolato (è solo pausa caffè), diciamo che Daniele Di Rubbo ha dipanato i dubbi.

    Cioè, con terrificante posso dire ai PG che sono terrorizzati.

    In caso contrario e che quindi sono solo i PG a dirmi che emozioni provano, l’ etichetta diventa molto più difficile da giocare e l’ UNICA soluzione sembra(va) un tiro su “sfidare il pericolo”.

  7. tu non togliergli comunque la loro scelta. “Sei terrorizzato e scappi” è un pò un sopruso sul PG. “Un mostro terrorizzante” è un’altra cosa, specie se quel “terrorizzante” non è una cosa naturale, ma sovrannaturale.

  8. Un modo carino per utilizzare la tag è questo:

    “Il mostro è orrendo, terrificante. Sei un avventuriero esperto, è vero, ma il terrore che il mostro emana non è naturale. Puoi muoverti e agire, certo, ma le gambe ti tremano e ogni tuo movimento è lento e goffo per colpa della paura. Cosa fai?”

    Vedi cosa fa il giocatore. Decide di resistere alla paura? Allora in base a come decide di farlo, può attivare diverse mosse. Solitamente uno Sfidare il Pericolo, ma non è detto che sia +SAG. Se il mago recita il mantra di concentrazione imparato all’accademia,  potrebbe essere un tiro +INT. 

    Già mi vedo la scena:

    “Voglio resistere alla paura, e per farlo recito il mantra imparato all’accademia: Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.”

  9. Esatto! Il giocatore mi può dire come tenta di resistere alla paura e allora, di solito, sta sfidando il pericolo, a seconda di come lo fa. Ma se ignorasse quello che io ho detto, che sostanzialmente è una mossa morbida, e andasse diritto sul mostro io avrei diritto a fare una mossa dura, come se avesse appena tirato un 6-. Il manuale dice che ignorare un avvertimento messo in atto da una mossa morbida dà l’opportunità al GM di fare una mossa dura.

  10. Ad esempio, se il giocatore non fa nulla per sconfiggere la paura, tu puoi usare la mossa dura per infliggere danno.

    “Il drago annusa la tua paura, la sente come palpabile e lo vedi. Apre le narici e del fuoco rovente ti investe in pieno, mentre tu lo osservi tremante.”

    Ma ci sono mille modi per sfruttare la situazione e tante mosse da utilizzare. Non per punire il giocatore, ma per rendere interessante la scena e far pesare il tag terrificante. Fatti guidare dalla fiction e segui sempre i  principi. Se lo farai non avrai problemi. 

  11. Grazie Claudio Freda ma il botta risposta non mi ha creato alcun fastidio è tutto chiaro. Trovo chiarissimo il discorso mossa morbida e mossa dura derivato dal regolamento. E trovo molto logico sfruttare quello che fa il pg in fiction. Ho l’impressione che il manuale metta in chiaro quello che in via naturale mettevo in pratica a suon di regola zero quando giocavo a D&D è come se adesso avessi le regole per fare quello che dovevo fare con il triplo dello sforzo. Dovrò prendere pratica farò sicuro mille minchiate ma confido nel migliorare via via che provo

  12. haha vi voglio bene anche io. La cosa che un po’ mi rattrista è il fatto di dover fare fatica a cambiare la mentalità. Non mi ritengo ottuso ma è davvero assurdo come il mio inutile cervello vada continuamente a fare paragoni con un metodo tradizionale e come sia tanto vincolato al concetto di turno e di “il master ha l’ultima parola”. Faccio pure fatica a farlo capire ai giocatori. Non abbiamo ancora fatto la prima seduta di ritrovo che già mi chiedono “con che ambientazione si gioca?” e io rispondo “La definiamo insieme, possiamo ispirarci a qualcosa che conosciamo ma possiamo crearla mentre si gioca”. La risposta tipica è “si, ma con che ambientazione si gioca?” Sono triste. Ditemi che posso farcela 😀

  13. Luca Antognoni tranquillo, ce la si fa. ^_^

    Sapessi quante volte ci ho sbattuto il muso.

    E quanti gruppi ho visto esplodere. Non invidio questa tua fase, e sono pronto a dirti tutte le mie esperienze in merito. ^_^

    Far cambiare abitudini ad un gruppo è una delle cose più difficili che ci siano.

    PS: è normale che fai fatica a cambiare la mentalità. Una domanda: da quanti anni giochi? A che giochi hai giocato?

  14. Simone Micucci dunque ormai sono già troppo vecchio anche per morire giovane quindi di tempo per giocare ne ho avuto 😀 (ho 35 anni). Amo tanto i giochi di ruolo tanto da fondare una piccola community online che forse qualcuno conosce Dragonisland.it – Purtroppo il lavoro mi tiene sempre fuori casa quindi la community non è più quella di una volta perché non posso più seguirla. Ho giocato a molti tradizionali (e quindi sempre allo stesso gioco 😛 ) e mi sono divertito un monte sia chiaro. D&D, Warhammer FRP, Rune Quest, Cyberpunk, Vampiri, Star Wars, ecc. 

    Ho conosciuto i giochi “nuovi” con AIPS (avventure in prima serata) grazie al Tartarosso e da li ho capito chiaramente quale fossero i giochi adatti a me.

    Da allora ho provato Archipelago II, Un penny per i tuoi pensieri, Awesome Adventure basato sul fate (fin’ora il mio preferito). Ho provato Il mondo dell’apocalisse ma senza successo, francamente non ci ho capito una mazza. Poi ho comprato altri 100 manuali di giochi che non giocherò mai, ma mi fa piacere leggerli. Purtroppo non sono riuscito a fare un percorso concreto per abituarmi ai giochi nuovi esclusivamente per mancanza di tempo per starci dietro seriamente. Sono alla ricerca di un gioco che sia adatto a me il mio gruppo “storico” e che possa consentirmi di fare giocate di lunghezza media in salsa fantasy (tanto è quella che ci piace di più). DW potrebbe essere il gioco definitivo per me, per questo ci punto più che su gli altri. Scusate il pippone! 

  15. Luca Antognoni che scusate? Te l’ho chiesto io. XD

    è normale che fai fatica a cambiare approccio. Dopo anni passati a giocare è normale che si sia abituati a una valanga di piccole tecniche di gioco (senza neanche sapere di starle usando)…e con un gioco nuovo è possibile che quelle tecniche non funzionino (ad esempio mi capitano a volte master convinti che in un gioco “nuovo” i giocatori debbano essere liberi di mettere tutti i dettagli che vogliono su ogni cosa….o che “ovviamente” sono loro a decidere cosa provano i loro personaggi….quando invece non sempre è vero….anzi).

    Gioca a cose che non hai giocato prima, parla di quello che va bene, ma sopratutto di quello che va male. Con gli errori si impara tantissimo!!! ^_^

    E se vuoi provare a giocare qualche serata in hangout noi siamo qui!!!

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